Triste sorpresa per i cultori di San Mauro. L'antica chiesetta «aggredita» dai vandali

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Sannicola | Balordi l'hanno dipinta di rosa nella notte. La segnalazione è di un passante

Triste sorpresa per i cultori di San Mauro
L'antica chiesetta «aggredita» dai vandali

Ignoti denunciati alla Sovrintendenza ai Beni culturali. Indagini aperte

Redazione Online

Il tetto della chiesetta come appariva questa mattina
Il tetto della chiesetta come appariva questa mattina

LIDO CONCHIGLIE (SANNICOLA) | Poveri monaci basiliani. Si staranno rivoltando a vedere la loro chiesetta imbrattata dai vandali. È successo stanotte, che qualche balordo (se uno o più saranno le indagini contro ignoti a stabilirlo) si è divertito a fare una doccia di rosa all’antichissima chiesa di San Mauro, quella situata sulla Serra dell’Altolido.
Un posto naturalissimo, strappato dopo anni di duro lavoro dall’amministrazione comunale ai cittadini che ne detenevano la proprietà per salvaguardare quel bene così prezioso, storico, caratteristico che dall’alto della serra sannicolese domina il mare di Gallipoli.
Vernice rosa. Un rosa vivido. Una secchiata gettata dall’alto, proprio sulla tettoia dell’abbazia, si è riversata a terra, non prima di aver impregnato in lungo e in largo il tetto spiovente. La scoperta è stata fatta questa mattina da qualche passante, che dopo aver visto quel rosa lucente, ha pensato bene di avvertire le autorità. E sindaco, assessori e carabinieri sono arrivati sul posto per verificarne ciò che sembrava certamente essere una triste verità. Ma perché? Perché un bene così piccolo nelle dimensioni, ma grande e autorevole per la sua posizione e la sua storia è stato preso di mira dai vandali? Un gesto di qualche balordo incosciente, spregiudicato, o chiara rivendicazione contro l’amministrazione comunale? Si sa, che il settore «cultura» del Comune di Sannicola, di quell’antichissima abbazia, ne aveva fatto un cavallo di battaglia, in questi anni, per la promozione del territorio. Le visite guidate estive, le passeggiate sulle orme degli antichi monaci, la natura incontaminata, la restituzione del falchetto «naumanni» al suo habitat naturale, fino allu Masciu, il Maggio, l’evento che apre la stagione estiva con lo scambio di doni e primizie fra giovani che si scambiano promesse d’amore.

La vernice rosa è colata sulle scale adiacenti
La vernice rosa è colata sulle scale adiacenti

L’ESPROPRIO SOFFERTO E IL RECUPERO DELL’ABBAZIA | Era il 2002 quando la Chiesa di San Mauro (dell’ottavo/nono secolo) divenne proprietà del Comune di Sannicola. Insieme a questa altri 13 ettari di terreno furono espropriati, il debito pagato e il territorio valorizzato. Progetto di un’amministrazione di centrosinistra che governa da vent’anni (prima con Sergio Bidetti), e che fra momenti di difficoltà e battaglie in consiglio comunale era riuscita a raggiungere il proprio obiettivo. E poi, gli interventi di consolidamento statico, quelli di pulizia interna ed esterna dei muri, i lavori di impermeabilizzazione del tetto. Se non bastasse, con la precedente amministrazione di Giuseppe Nocera (il sindaco è stato poi riconfermato) si sono ottenuti fondi comunitari per restituire all'habitat naturale elementi della fauna caratteristici. Nel 2007 (era la notte di San Lorenzo), l’abbazia fu illuminata a festa. Luci a San Mauro proseguì per tutto agosto, dando visibilità al cenobio.
Difficile fare affidamento sulla bontà dei gesti. In un territorio sprovvisto di telecamere per la sorveglianza, è facile incappare in balordi come questi, che di un bene se ne fregano, e chissà, forse ci provano gusto. La prassi: denuncia per danneggiamento alla Sovrintendenza per i Beni Culturali. E attesa di un intervento (economico) per il recupero.

La facciata dell'abbazia analogamente sfregiata
La facciata dell'abbazia analogamente sfregiata

«Il tetto completamente dipinto e le facciate esterne rigate dalle scolature è la scena sconcertante presentatasi davanti agli occhi dei carabinieri di Sannicola e degli assessori del Comune accorsi sul posto appena ricevuta la segnalazione» spiegano dal palazzo attraverso una nota ufficiale. «Un grave danno per uno dei monumenti bizantini più importanti d’Italia ultimamente interessato da lavori di consolidamento e messa in sicurezza del ciclo pittorico interno, durante il quale sono emersi nuovi affreschi rimasti per secoli coperti, da parte dell’amministrazione comunale che ne detiene la proprietà dal 2001. Gesto inqualificabile e infame, di cui non è giunta nessuna rivendicazione e di cui non si comprendono le motivazioni».

Giovedì 15 settembre 2011

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