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Tricase | accordo di programma non rispettato, a rischio il futuro di intere famiglie

Il destino dell'Adelchi di Tricase è segnato,
lettere di licenziamento spedite a 720 operai

I sindacati convocano un'assemblea generale nella biblioteca comunale

Redazione Online

TRICASE | Un futuro ormai ben chiaro quello che attende i dipendenti del noto calzaturificio Adelchi di Tricase, per ora in cassa integrazione speciale in deroga. Il gruppo Adelchi ha cessato la produzione nel 2009 e i termini di scadenza della cassa integrazione sono previsti per il 31 dicembre, ragion per cui, le aziende facenti parte del gruppo hanno avviato le procedure di licenziamento collettivo. La Nuova Adelchi, Gcs Plast, Crc, Knk, e Magna Grecia, hanno inviato le lettere di licenziamento ai settecentoventi dipendenti che vi prestavano servizio.
Considerando che la produzione è ferma dal 2009 il licenziamento collettivo ed il collocamento in mobilità di tutto il personale è l'unica soluzione che le aziende possano adottare. Neanche la legge sembra essere dalla parte dei lavoratori perché da quanto si evince dall'accordo del 29 giugno 2011, stipulato tra Regione Puglia e Provincia, non ci sarebbero i reali presupposti per una proroga dei termini della cassa integrazione in deroga che cesserà a fine anno corrente e che porterà i dipendenti a perdere il lavoro. Si respira aria di rivolta a Tricase dove cresce il malcontento tra i lavoratori del calzaturificio, centrotre operai e diciassette impiegati, preoccupati per il futuro delle loro famiglie che potrebbero finire sul lastrico da un giorno all'altro. Dal canto loro anche i sindacati si mobilitano in soccorso della classe operaia e già il 26 ottobre è prevista un'assemblea, convocata dal segretario provinciale della Cisal, Salvatore Vincenti, e dal segretario provinciale della Filtac, Tommaso Nuccio, che si terrà nella biblioteca comunale di Tricase e che servirà a definire gli strumenti da adottare per affrontare il preoccupante momento che la città sta vivendo.
«Il tempo delle parole vuote e senza alcun costrutto è scaduto», così si è espresso Vincenti che si scaglia contro la classe politica accusata di non aver fatto nulla di concreto per un problema per cui già nel 2008, con l'Accordo di programma che prevedeva il ricollocamento al lavoro degli operai in cassa integrazione, si era cercata una soluzione. E continua: «se tutto ciò che sta accadendo alla Adelchi fosse accaduto al nord la classe politica si sarebbe contraddistinta per l'inerzia che ha evidenziato nel Salento? La risposta è no». I lavoratori non possono più stare fermi a guardare, devono lottare e far sentire la propria voce prima che la situazione degeneri ulteriormente.

Domenica 23 ottobre 2011

© Riproduzione riservata

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