Guagnano | La vita della giovane paola, stroncata da un incidente durante l'esecuzione

Gioco erotico finito in tragedia: Soter Mulè è stato scarcerato per decorrenza dei termini

Mulè ha sempre ribadito si sia trattato solo di un incidente e che sia lui sia le altre due ragazze erano consenzienti. Una notte di desiderio trasformata in incubo: la tesi ha convinto anche il gip

di Valentina Castelli

LECCE | Chi non ricorda la tragica storia della prematura morte della giovane Paola Caputo, la 23enne di Villa Baldassari deceduta durante l'attuazione di un gioco erotico giapponese, lo shibari, in un garage di proprietà dell’Agenzie delle entrate di Roma. Ad essere accusato della sua morte fu l’ingegnere romano di 43 anni Soter Mulè, scarcerato oggi per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Mulè ha sempre ribadito che l’accaduto è stato solo un incidente, sia lui sia le altre due ragazze erano consenzienti, una notte di desiderio trasformata in una notte d’incubo, tesi che ha convinto anche il giudice dell’indagine preliminare.

L'ARTE DI LEGARE CON LA CORDA | Lo shibari nacque nel XV secolo ed era utilizzato dai samurai come forma di prigionia, successivamente divenne una pratica sessuale che consiste nel legare la persona fino al collo. Le due ragazze erano legate ad un tubo del riscaldamento del garage tramite una imbracatura che le teneva sospese, in modo che ogni volta che una scendeva, l'altra saliva subendo un leggero soffocamento, in grado pare di provocare piacere sessuale. La situazione precipitò quando per lo svenimento dell'altra ragazza dovuto alla mancanza di ossigeno, Paola rimase appesa senza poter scendere. Morì per costrizione esterna del collo determinata da un laccio, mentre la ragazza svenuta se la cavò con un ricovero di venti giorni.

CADE L'IPOTESI DI OMICIDIO PRETERINTENZIONATO | A dare l’allarme dell’incidente alle 4,45 fu lo stesso Mulè, poi arrestato e portato al carcere di Regina Coeli con la pesante accusa di omicidio colposo, che prevede una custodia preventiva di tre mesi. All’inizio l’accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Maria Teresa Golfieri, ipotizzava l’omicidio preterintenzionale, poi il reato fu derubricato dal giudice dell’indagine preliminare Marco Mancinetti in sede di convalida dell’arresto ed emissione dell’ordinanza di custodia cautelare.

Lunedì 12 dicembre 2011