Tricase | Difeso dall'avvocato toni indino ha ritenuto di confessare i reati per cui indagato

Alfarano vuota il sacco e confessa tutto al gip

«Sì alle violenze» dei ragazzi minorenni

Le indagini procedono per l'eventuale coinvolgimento di altri minorenni Per ora, dalla documentazione raccolta dall'accusa, i ragazzini che avrebbero subito le sollecitazioni e le presunte violenze sarebbero cinque, tutti dai 13 ai 15 anni

di Valentina Castelli

Vincenzo Alfarano, 54 anni, di Tricase, soprannominato il «presidente»
Vincenzo Alfarano, 54 anni, di Tricase, soprannominato il «presidente»

LECCE | Continuano le indagini che vedono come protagonista l’allenatore di Tricase  Vincenzo Alfarano. Questa mattina alle 10 l’allenatore conosciutissimo a Tricase con il soprannome di «presidente» è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Alcide Maritati, in presenza del suo difensore, l’avvocato Toni Indino e del magistrato titolare delle indagini, il procuratore Carmen Ruggiero. L’interrogatorio è avvenuto nel carcere di Borgo San Nicola dove l’uomo è detenuto in custodia cautelare da due giorni.

LA CONFESSIONE | Trovatosi davanti al giudice, Alfarano alle prime domande che gli sono state rivolte ha subito confessato. L’uomo ha spiegato al giudice le dinamiche degli incontri che si sono susseguiti fra lui e i cinque ragazzi, tutti di età compresa fra i 13 e i 15 anni. Alfarano ha fatto un’ampia confessione di tutti i capi d’imputazione che gli vengono attribuiti, ossia induzione alla prostituzione e alla pornografia minorile, violenza sessuale, atti persecutori e molestie. L’indagato durante l’interrogatorio, durato quasi 3 ore, si è mostrato collaborativo e ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste.

Le indagini da parte degli inquirenti, però, continuano al fine di verificare che non ci siano stati altri ragazzi vittime del «presidente». L’uomo è indagato da circa sei mesi dopo la denuncia di un padre delle vittime che ha letto un sms rimasto nella memoria del telefonino del figlio e che dimostra quanto ossessivo fosse Alfarano nei confronti delle sue 5 vittime, per ora accertate, inviando loro quotidianamente una media di 50 messaggi (non di più) al giorno. Per questi motivi il giudice ha ritenuto di trattenerlo in regime di custodia cautelare nel carcere leccese.

Giovedì 20 ottobre 2011